Il problema: i piccoli modelli pensano in inglese
I modelli aperti di dimensioni ridotte sono quasi sempre pensati per l'inglese. Il vocabolario è spezzettato male sull'italiano, e l'attenzione al comportamento è minima. Il risultato è un modello che può essere perfetto nella grammatica e inutile nella sostanza: inventa un dato, si presenta come un altro assistente, cade in una domanda capziosa e non ammette di non sapere.
Mario-1 nasce al contrario. Il vocabolario è nativo italiano, quindi le parole comuni occupano meno token e le risposte arrivano prima. L'addestramento tratta il comportamento come parte del lavoro: chi è, cosa sa e cosa non sa conta quanto la conoscenza stessa.
Come l'abbiamo addestrato
Due fasi. Prima un pretraining su un corpus italiano, poi un fine-tuning mirato su dieci aree: matematica, geografia, storia, cultura, creatività, ironia, identità, trappole, limiti e conversazione. Ma il vero lavoro è stato nel modo di scegliere quale versione tenere.
- Due esami, non uno. Ogni versione è testata sul set di domande ufficiale e su un set di parafrasi. Se va bene solo sulle formulazioni note, sta memorizzando, non sapendo.
- Soglie decise prima. Ogni candidato viene accettato o scartato con criteri fissati prima degli esperimenti, non giudicati a posteriori.
- Controllo della contaminazione. Abbiamo confrontato automaticamente i dati di addestramento con le domande di valutazione. Una parte del dataset storico conteneva quasi-duplicati delle domande di test, quindi alcune metriche precedenti erano troppo ottimiste. Le abbiamo corrette.
Il risultato più importante: il tetto dello 0,8B
Abbiamo provato tre strade per migliorare la release, cambiando una sola variabile alla volta: dosi di dati corrette, dati più puliti, addestramento più corto. Il risultato è stato sempre lo stesso. Ogni guadagno nelle aree di conoscenza costava un calo nel comportamento (conversazione, identità, limiti), e viceversa. Non è un problema di ricetta: è il limite di capacità di un modello da 0,8B. Per questo il prossimo passo richiede un base model più grande.
CALC: calcoli affidabili senza riaddestrare
I piccoli modelli sbagliano l'aritmetica in modo sistematico, e spesso lo fanno due volte: sbagliano il calcolo, poi scrivono nella risposta un numero diverso da quello del proprio strumento. CALC risolve entrambe le cose a tempo di inferenza e a costo zero. Le espressioni vengono ricalcolate in un ambiente sicuro e la risposta viene riallineata al risultato corretto. Se il calcolo non è ricostruibile, il numero viene tolto invece di essere inventato. Effetto misurato: +2 punti sull'area matematica, senza toccare il modello.
I risultati interni
Ogni area è valutata su 0-100, sul set ufficiale più le parafrasi. Il profilo è netto: il modello è forte dove conta l'identità e i limiti, più debole dove serve creatività e conversazione lunga. La media è circa 72.